ATTO II
Ri-Generazione (Stagione Artistica 2026)
Data: sabato 14 novembre 2026, ore 20:30
Durata: 1h
Luogo: Conservatorio Statale di Musica "Giuseppe Verdi", Via Giuseppe Mazzini 11, 10123 Turin
Il sipario si alza sull’Atto II di Ri-Generazione, un concerto per sola orchestra d’archi dedicato a un’idea semplice: ogni grande musicista ha avuto un maestro da amare. In questo caso il maestro è quasi sempre lo stesso, Mozart, che incontriamo prima come autore e poi come ispirazione per due compositori molto più giovani di lui.
Si comincia nella Vienna del 1788. Mozart ha scoperto da pochi anni la musica di Bach e di Händel, e ne è rimasto talmente affascinato da rimettersi a studiare. Una fuga scritta per due pianoforti nel 1783 torna sul suo tavolo: la trascrive per archi e le fa precedere da un Adagio solenne, dal ritmo puntato e drammatico. Ne nasce l’Adagio e Fuga in do minore K. 546, il Mozart più severo, che ascolta Bach e gli risponde.
Quel dialogo con il passato lo ritroviamo a Berlino, nel 1823, in un ragazzo di quattordici anni. Felix Mendelssohn aveva iniziato a dieci anni a studiare con Zelter il contrappunto di Bach e di Mozart, e a dodici aveva suonato davanti a Goethe, che da bambino aveva sentito Mozart e vide in lui un “secondo Mozart”. Per Goethe, anzi, il suo talento stava a quello del piccolo Mozart come il discorso di un adulto alle chiacchiere di un bambino. Il Concerto per violino, pianoforte e archi in re minore nasce in quel clima: Mendelssohn lo scrive per sé e per il suo maestro di violino, Eduard Rietz, e lo suona in famiglia, come faceva Mozart con i suoi concerti. Il modello è classico, fatto di eleganza, equilibrio e melodie che cantano, ma c’è già uno spirito nuovo, nel dialogo serrato tra i due solisti e nell’intensità romantica del re minore. Nello stesso 1823 Mendelssohn scrive anche un brano per archi in do minore che, per tono e struttura, ricorda proprio l’Adagio e Fuga di Mozart.
La storia si chiude a Mosca, nel 1880, con l’amore più dichiarato di tutti. Čajkovskij raccontò di essersi innamorato della musica ascoltando da bambino il Don Giovanni, e arrivò a dire che era stato Mozart a fargli dedicare la vita alla musica. Quell’anno aveva in mente una sinfonia, ma ne uscì la Serenata per archi Op. 48, scritta, disse, con slancio sincero e senza obblighi. Il primo movimento è dichiaratamente un omaggio a Mozart: una breve sonatina in stile volutamente classico, preceduta da un’introduzione solenne. Poi Čajkovskij è sé stesso: il minuetto settecentesco diventa un valzer elegante, e arrivano un’elegia struggente e un finale sulle melodie popolari russe. Alla fine ritorna il tema solenne dell’inizio, quasi a chiudere un cerchio. Anni dopo Čajkovskij dedicò a Mozart un’intera suite, Mozartiana, per celebrare il centenario del Don Giovanni.
Tre compositori, tre epoche e un unico gesto: guardare al passato per ritrovare la propria voce.
GIUSEPPE MONTESANOALESSANDRO VACCARINOGABRIELE TOTARO
- Apertura della biglietteria e accrediti alle 20:00
- Il concerto avrà inizio alle 20:30
Eventuali posti ancora disponibili saranno messi a disposizione presso la sede del concerto 30 minuti prima dell’inizio dello spettacolo
Programma
W. A. Mozart: Adagio e Fuga K.546
F. Mendelssohn: Concerto per Violino e Pianoforte MWVO 4
I. Allegro
II. Andante
III. Allegro
P. I. Čajkovskij: Serenata per archi Op. 48I. Pezzo in forma di Sonatina. Andante non troppo (do maggiore)
II. Valse. Tempo di valse. Moderato (sol maggiore)
III. Elegia. Larghetto elegiaco (re maggiore)
IV. Finale. Tema russo. Andante (re maggiore)
Gabriele Totaro, Violino
Alessandro Vaccarino, Pianoforte
Giuseppe Montesano, Direttore
CONTRAMETRIC ENSEMBLE
MusikPass
- MusikPass - Intero — 8,00 €
- MusikPass - Ridotto (Studenti) — 6,00 €
- Ridotto - Junior (10-18 anni) — 5,00 €
La prenotazione avviene sul sito ufficiale dell'organizzatore: https://www.ticketsms.it/event/Ri-Generazione-Atto-I-Torino-Sala-Del-Conservatorio-Giuseppe-Verdi-Di-Torino-14-11-2026